MYRIAM IN MAGDAL

22 Luglio in onore di Maria Maddalena
frammento tratto da “Le Sicomore Sacre”

Momento I /  Piano dell’Acqua


Ho preso il potere di un Dio e l’ho fatto danzare tra gli uomini

Di questo enorme difetto
Benedizione
Che chiamiamo umanità

Chiedo umilmente di lasciare le pose agli angoli brulli
Di addolcire le forme dove serve per una vista di tanti calici

La liberazione è nell’attività della voglia.

Oggi vi parlo con più tranquillità d’animo perché avete bisogno di chiarezza.

La lista è fatta di Crudeltà
come sottomissione alla Necessità
ma non per questo è sigillo sfiorente di poligoni tristezze

Le sovvenzioni sono figlie stanche di amori perduti

E sotto questo tetto,
in loti di preghiere
disarmerete i giusti sopra un branco di bizzarri.

Se siano volute le volte dei maestri, io non so
Io ho saputo presto
Ma ad ognuno un mazzo e il suo prezzo.

Oggi vi parlo con più tranquillità d’animo

Abbiate fede non speranza,
Perché chi spera è intransigente.
Perché il chiasmo è pronto sempre
a corrodere e prendersi gioco di voi.

Quando meno ce lo aspettiamo:
bisogna morire di molte morti per conoscere la nuova nomenclatura delle cose*

Morti nascoste
Lucernari
fra la pazzia di un funambolo e l’amore per la sua fune.

(La pienezza di incesti sgorgano un’umanità equestre)

È semplice la fenice quando risorge: basta prendere in parole il suo volo
per comprendere l’amore di essere e di essere grati al passato.

Fin tanto che basta, fin tanto che ce n’è.
Ed eccome se ce n’è.


*«Così è, bisogna morire di molte morti / Per conoscere la luce della nascita».
Cfr. Daniel Meurois, Il Vangelo di Maria Maddalena, Edizioni Amrita, Torino 2000, p. 31.

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AMORALE AMORE