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macioci

sacra eresia performativa

Mi chiamo Ortensia Macioci

Nel 2017 mi sono diplomata come attrice, performer e regista presso l’Accademia Professionale Cineteatro di Roma condotta da Antonio Bilo Canella e successivamente ho frequentato la Scuola di Perfezionamento del Teatro di Roma.

Nel 2022 mi sono laureata in Arti e Scienze dello Spettacolo presso l’Università La Sapienza di Roma, pubblicando la tesi “Strategie dell’immobile. Limiti della presenza nella performance (art)”.

Ho seguito i coach e registi Eleonora Danco e Paolo Antonio Simioni (EuAct Studio) e mi sono formata con Massimiliano Artibani in Scrittura Trasformativa.

Per ossigenare la mia sperimentazione ho incontrato artisti dalla fama internazionale come Marigia Maggipinto (TanzTheatre Pina Bausch), Olivier De Sagazan, Ang Gey Pin (Workcenter di Jerzy Grotowski e Thomas Richards), Lilo Baur (Peter Brook), Ewa Benesz (Jerzy Grotowski), Alessandra Cristiani, Michele Di Stefano, Catalina Lladó Aliu (Teatro Gestalt).

Nonostante abbia preso parte a diversi spettacoli teatrali e cortometraggi canonici, ho avuto la fortuna di esser stata accompagnata fin da subito verso percorsi artistico-spirituali performativi, a partire dalla trasmissione dell’arte della Poesia oracolare.
Ho approcciato così alla dimensione poetico-performativa, intesa come creazione in un luogo dove si possono coagulare immagini archetipiche e metaforiche che possono poi essere agite attraverso l’uso e l’ascolto del corpo-voce-emozione.
Tutta la mia ricerca artistica, umana e spirituale ruota attorno a questo principio: unire le dimensioni e i piani per portare consapevolezza, rivoluzione e intensità. Da qui il definirmi: Sacra Eresia Performativa.

La mia ricerca attraversa pratiche sciamaniche, esoteriche e alchemiche, e si nutre di spiritualità, psicologia, filosofia, neuroscienze e stati non ordinari di coscienza.
Antiche sapienze e visioni contemporanee scorrono in me e si fondono nell’Opera.

Immagine di una persona che cammina piede nudo su una superficie bagnata, con il riflesso del corpo nell'acqua.

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Non voglio abbandonare
l’idea di una vita immensa
— Sayre